26 agosto 2016 | il Tribunale federale fa marcia indietro e sceglie di ignorare le argomentazioni di Dominique Giroud

Non è la prima volta che una decisione del Tribunale federale lascia perplessi gli avvocati di Dominique Giroud, che si chiedono perché la massima istanza del Paese ignori le argomentazioni del commerciante di vini e tenga conto solo dei fatti incriminati. Ma questa volta la malafede del Tribunale federale è particolarmente evidente. In una sentenza emessa il 26 agosto 2016, ha deliberatamente scelto di negare l'esistenza di una teoria fiscale (la teoria del consolidamento) che essa stessa aveva sviluppato in una ormai famosa sentenza del 30 gennaio 2006. All'epoca, questa teoria fiscale fece addirittura scorrere molto inchiostro, suscitando commenti da parte di diversi professori di diritto tributario. L'Ufficio delle imposte del Canton Vallese, l'Amministrazione federale delle contribuzioni e la Commissione di ricorso del Canton Vallese accettano l'esistenza di questa teoria. Inoltre, in un parere legale, René Matteotti, professore di diritto tributario all'Università di Zurigo, sostiene che questa teoria del consolidamento dovrebbe essere applicata al caso Giroud. In questo contesto, perché il Tribunale federale ha deciso di negare l'ovvio, se non per un pregiudizio anti-Giroud? In concreto, se questa teoria fosse stata accettata, il reddito trattenuto sarebbe rimasto lo stesso, ma il suo impatto fiscale sarebbe stato notevolmente ridotto. Per quanto riguarda lo spettacolo di mediocrità mediatica che questa decisione del Tribunale federale ha generato, vi rimandiamo alla notizia del 8 settembre 2016.

Immagine di Dominique Giroud

Dominique Giroud

Sto affrontando una tempesta mediatica. Sono stato accusato ingiustamente di aver manomesso i miei vini per fare soldi. I giornalisti hanno esagerato e criticato senza sfumature. Così facendo, hanno infangato e forse rovinato per sempre la mia reputazione di enologo. Di fronte a queste accuse, ho deciso di pubblicare su questo sito la mia versione dei fatti.

Saranno i lettori a giudicare.

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